La storia dell’HIV non è la storia di una singola persona responsabile. Invece, la virologia molecolare, le analisi genomiche e i campioni storici rivelano un lungo processo iniziato in Africa centrale all’inizio del XX secolo.
Questa ricerca confuta anche il mito secondo cui il commesso di volo canadese, Gaëtan Dugas, avrebbe scatenato l’epidemia in Nord America. Una lezione importante per il dibattito pubblico in Austria è che la ricerca di colpe individuali oscura complessi fattori epidemiologici e sociali.
La storia dell’HIV inizia in Africa centrale

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Secondo la ricerca genetica, l’HIV-1 non ha avuto origine in un laboratorio. La sua origine risiede in molteplici trasmissioni indipendenti di un virus dell’immunodeficienza simiana da primati non umani all’uomo. Il gruppo M, responsabile della pandemia, deriva da un ceppo virale presente in una sottospecie di scimpanzé.
La regione sudorientale del Camerun è considerata un’area probabile per l’evento di trasmissione cruciale. Durante la caccia e la lavorazione della carne selvatica, il sangue infetto poteva entrare nel flusso sanguigno umano attraverso piccole ferite. In rari casi, il virus si è adattato all’uomo attraverso mutazioni. Tra le quattro linee evolutive umane emerse, il gruppo M, in particolare, ha sviluppato una trasmissione efficiente tra gli esseri umani.
Kinshasa è diventata uno dei primi centri di diffusione

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Il virus si è diffuso lungo le vie navigabili fino a Léopoldville, l’attuale Kinshasa. La città è cresciuta diventando un importante centro commerciale, amministrativo e di trasporto sotto il dominio coloniale belga. Le ferrovie e le vie navigabili hanno portato molte persone dalle zone rurali alla città.
Diversi fattori hanno favorito la diffusione in quella zona. Tra questi, significative disuguaglianze demografiche, malattie sessualmente trasmissibili con lesioni delle mucose e campagne mediche con siringhe e aghi insufficientemente sterilizzati. Questa trasmissione involontaria nelle strutture mediche ha accelerato la diffusione iniziale del virus.
Perché Gaëtan Dugas non era il “Paziente Zero”

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Gaëtan Dugas fu diagnosticato con sarcoma di Kaposi nel 1980 e collaborò alle prime indagini dell’autorità sanitaria statunitense, la CDC. Fornì i nomi e le informazioni di contatto di oltre 72 persone della sua rete sessuale. Grazie a queste informazioni dettagliate, si trovò al centro di un diagramma di contatti.
Nei documenti interni, Dugas era indicato con la lettera O per “proveniente dalla California”. Successivamente, la O fu interpretata come il numero zero. I media e il libro And the Band Played On, pubblicato nel 1987, hanno rafforzato la falsa narrazione di un unico punto di partenza.
Uno studio del 2016, pubblicato su Nature e condotto da Michael Worobey e che ha coinvolto lo storico Richard McKay, ha analizzato campioni di sangue storici, oltre a un campione di Dugas del 1983. Il suo virus non era all’origine della linea nordamericana, ma faceva parte di un ramo già diversificato del sottotipo B.
I campioni storici datano l’antenato comune
Le prove più antiche includono i campioni ZR59 e DRC60. ZR59 risale al 1959 ed è stato prelevato da un uomo adulto a Léopoldville. DRC60 è un campione di linfonodo prelevato da una donna della stessa città, nel 1960, e conservato in paraffina.
La distanza genetica tra i due campioni mostra che l’HIV-1 era già significativamente diversificato in quel periodo. Utilizzando la datazione molecolare, l’antenato comune dell’attuale Gruppo M è stato datato tra il 1908 e il 1920. Circa il 1920 è considerato il periodo più probabile.
Il percorso attraverso Haiti verso il Nord America
Dopo l’indipendenza della Repubblica Democratica del Congo nel 1960, specialisti provenienti da paesi francofoni, tra cui Haiti, lavorarono alla costruzione delle strutture statali. Le analisi filogenetiche tracciano la diffusione del ceppo virale, successivamente designato come sottotipo B, da Kinshasa a Haiti intorno al 1967.
Secondo le ricostruzioni, il virus raggiunse gli Stati Uniti intorno al 1971 da Haiti. New York divenne un importante centro di diffusione. Il sottotipo era presente a San Francisco intorno al 1976. Pertanto, il virus era già diffuso in diverse città anni prima che a Dugas venisse diagnosticata l’infezione.
Cosa significa questa confutazione per i dibattiti attuali
La ricostruzione mostra quanto sia problematico cercare un singolo responsabile. Tali narrazioni promuovono la stigmatizzazione e distraggono dalle condizioni sociali, politiche, mediche ed ecologiche.
Gli alberi genealogici genetici, i campioni archiviati e i dati storici consentono una visione più precisa delle epidemie. Mostrano che i patogeni possono diffondersi inosservati per lunghi periodi e che le reti di casi iniziali non riflettono automaticamente l’origine di un’epidemia.
